E’ risaputo che Giuseppe Verdi, per citarne uno, adorava la sezione degli ottoni. Immancabili nella solennità, insostituibili per l’energia, esemplari per la forza trascinante, protagonisti nel culmine del dramma. In effetti un quintetto di ottoni possiede sicuramente la magniloquenza sufficiente a rendere l’espressività di una intera orchestra soprattutto in materia di melodramma italiano che da Rossini fino a Puccini spesso staglia con decisione e nettezza temi di grande respiro.

Certo per rendere un gruppo di ottoni perfetto per questo compito servono ingredienti di alta qualità: talento e tecnica di ognuno dei componenti, grande esperienza di orchestra lirica e conoscenza delle caratteristiche del repertorio, arrangiamenti impeccabili.....in una parola il BrassOperà e a quel punto il concerto è servito.

Qualcuno potrebbe chiedersi se strumenti così sonori ed estroversi perfetti per una Marcia Trionfale dell’Aida o una Ouverture della Gazza Ladra siano altrettanto in grado di rendere la delicatezza di pagine come l’Intermezzo di Cavalleria. Beh, c’è un solo modo per scoprirlo….godersi un concerto del BrassOperà.

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